A good Woman
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A Good Woman, in italiano, Le seduttrici.
La traduzione è abbastanza penosa ma anche il titolo in inglese non è il massimo; viene da chiedersi cosa sia passato di testa al regista (Mike Barker) quando ha deciso di cambiare il titolo da Il ventaglio di Lady Windermere (utilizzato da Oscarl Wilde per il libro da cui è tratto il film) a A good Woman.
Il film in se non è male (si vede di peggio in questo mondo, soprattutto in questo periodo durante il quale le sale sono infestate da un pirla dotato di superpoteri), tutta la storia è incentrata su due donne (Meg Windermere e Mrs Erlyne) e su un equivoco.
La vicenda è ambientata negli anni 30, sulla riviera amalfitana, dove una coppia americana appena sposata (da circa un anno) va a trasferirsi: Robert Windermere e Meg Windermere (la bellissima Scarlett Johansson!!!) ma la loro pace è subito interrotta dall’arrivo di una nuova donna: Mrs Erlyne (che alla fine si scoprirà che è la madre di Scarlett).
Subito in città scoppiano pettegolezzi su una presunta relazione fra Robers e Erlyne la quale è l’esatto opposto di Meg (cattolica e, diciamolo, pesante) e che, a sua volta, arriva sul punto di tradire il marito con un giovane Lord.
Si, carino come film ma non di certo imperdibile.
Diciamocelo: l’unico pubblico che potra avere sarà composto da quelli come me che ci andranno per ammirare Scarlett (che non è niente male; soprattutto nel punto in cui indossa il vestisto da ballo scollato
) la quale da quando ha girato questo film (2004) a oggi è diventata non poco famosa.