La televisione fa male solo a chi non la guarda
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Questo post è stato scritto da Philapple. Il mio sito web è Eppol.net. Scrivo su altri blog, frai quali Mac Blog & Starbucks Geek Invia una email all'autore | Tutti i post di Philapple
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Ma basta con questa storia che la tv fa male! La tv fa male a chi non la guarda. Se un giorno scoprissimo che fa bene? Bene al nostro cervello, s’intende. Se un giorno scoprissimo che i reality show non sono quella sentina di vizi che amiamo descrivere ma che anzi sono una palestra su cui esercitare le nostre capacità cognitive? Proviamo per ipotesi a supporre, anche solo per un momento, che le più deprecate forme dell’intrattenimento di massa — videogiochi, tv spazzatura, cinema di consumo — non rappresentino la deriva morale della nostra società ma si rivelino invece utili per una crescita intellettuale, ebbene in quell’esatto momento noi ci troviamo all’interno della Curva del dormiglione, un espediente interpretativo per cercare di capire, di analizzare il mare della comunicazione dentro il quale più o meno felicemente nuotiamo.
La Curva del dormiglione è stata messa a punto da Steven Johnson in un suo libro che tanto scalpore ha già fatto in America e che ora è finalmente uscito anche da noi: Tutto quello che fa male ti fa bene (Mondadori). Johnson è un ricercatore molto serio e molto stimato: da anni analizza il funzionamento del cervello, l’interazione uomo-macchina, le modalità di appropriazione e delle influenze sociali dello spazio digitale. Studiando il funzionamento dei videogiochi, dei programmi televisivi, di Internet, dello sviluppo delle metropoli, intreccia diverse discipline per tracciare le linee guida di una nuova scienza della complessità e dei sistemi emergenti.
Johnson, dunque, sostiene che la cattiva maestra tv, cavallo di battaglia di tutti i moralizzatori del mondo, la tv Moloch, la tv Golem, la tv Odradek, «un antro di tentazioni del non tentante», che turba così tanto i nostri sogni, è in realtà un’ottima maestra e contribuisce ad accrescere le nostra capacità intellettive.
Bisogna però subito spiegare cos’è la Curva del dormiglione. Nel film Il dormiglione di Woody Allen del 1973, c’è una sequenza che prende di mira la scienza e la fantascienza. Risvegliatosi dopo molti anni, nel 2173, il protagonista si accorge che gli scienziati irridono la nostra società per non aver capito i benefici nutrizionali di torte di creme e merendine. Nell’ottica di una sana e corretta alimentazione, noi crediamo che le merendine siano dannose quanto la tv: fanno male. Però basta un lungo sonno, una distanza temporale ed ermeneutica, per capovolgere le convinzioni. Per decenni abbiamo agito con l’idea che la cultura di massa seguisse un percorso in costante declino verso uno standard che rappresenta un minimo comun denominatore e invece dobbiamo oggi constatare che da un punto di vista intellettuale la cultura di massa ha stimolato la nostra mente in modo nuovo e convincente, ha accresciuto le nostre capacità intellettive. La Curva del dormiglione è un paradosso che ci aiuta a spogliarci di molti luoghi comuni, a non addossare solo ai media le colpe di questa società. È vero, la sensazione è quella di aver consumato in questi anni una tv assolutamente priva di sfumature, capace solo di attanagliare lo spettatore con stupefazioni baracconesche, con l’esibizione di mostri, con strabilianti genericità. Ma la tv, e con essa i videogiochi (da «Tetris» a «The Sims») e le mille offerte del Web, offrono a un numero impressionante di persone una grande quantità di stimoli che hanno accresciuto la media del quoziente d’intelligenza. Una volta i percorsi del sapere erano una prerogativa per pochi, adesso gli stessi complessi cammini logici sono racchiusi nel più diffuso gioco elettronico.
La tesi di Johnson è questa: malgrado le preoccupazioni sull’intontimento generale della società — le scuole che non assolvono al meglio la loro funzione, la tv spazzatura, il declino della pratica della lettura — la popolazione, nel suo complesso, si sta facendo progressivamente più sveglia e gli studi più recenti mostrano un’accelerazione significativa nel quoziente intellettivo della popolazione mondiale. Abbiamo ancora parecchi problemi da risolvere, ma almeno una consolazione: il nostro cervello sta particolarmente migliorando nella pratica del problem solving. La tv non è come un libro, non migliorerà mai le abilità dei propri spettatori «nel tradurre le lettere in significato», forse non attiverà mai l’immaginazione nei modi in cui la attiva una forma scritta, testuale; ma per quel che riguarda altri modi di esercizio mentale, la tv è uno strumento ricco di stimoli.
La parte più affascinante del libro è quella dedicata ai telefilm. L’autore prende in esame gli schemi narrativi dei racconti televisivi classici, tipo Starsky & Hutch,
e li confronta con un capolavoro come Hill Street giorno e notte di Steven Bochco del 1981, la serie che ha introdotto la convenzione narrativa delle trame multiple, prendendole a prestito dalle soap più popolari:
«Hill Street giorno e notte avrà anche dato il via a una nuova epoca d’oro delle rappresentazioni televisive nei suoi sette anni di trasmissione, ma lo fece utilizzando alcuni trucchi fondamentali che Sentieri e General Hospital conoscevano da tempo. L’intuizione geniale di Bochco fu di combinare una struttura narrativa articolata con un soggetto complesso. Dallas aveva già mostrato che i fili estesi e strettamente intrecciati del genere soap opera potevano sopravvivere alla cadenza settimanale tipica di un programma di prima serata». Ecco, Sentieri e General Hospital sono sempre stati considerati come i grassi saturi della tv, come micidiali merendine.
Noi spettatori felici di Twin Peaks, O.C., X-Files, Dawson’s Creek, Sex and the City, C.S.I., NYPD, Six feet under, Soprano, Buffy, Ally McBeal, Lost, Desperate Housewives, I Simpsons non abbiamo più bisogno di una preparazione alla trama multipla (uno sforzo cognitivo che le generazioni prima di noi non hanno mai affrontato) perché venti, trent’anni di tv sempre più complessa hanno affinato le nostre capacità cognitive: «Come in quei videogame che obbligano a imparare le regole durante il gioco, parte del piacere offerto da queste narrazioni televisive moderne deriva dallo sforzo cognitivo richiesto per completare i dettagli».
Anche sui reality Johnson scrive cose intelligenti. Fra le molte idiozie con cui commentiamo questo nuovo genere, una sovrasta le altre: quella di chiederci con insistenza se il reality sia o meno realtà (i più spiritosi parlano di irreality).
Ebbene, l’autore spiega come il format del reality sia strutturato come una copia fedele di un videogame: «Man mano che ciascun programma svela le proprie convenzioni e ciascun partecipante rivela i tratti della propria personalità, l’attrattiva della visione deriva dallo scoprire in che modo i partecipanti navigheranno al meglio nell’ambiente che è stato creato per loro». Certo la Curva del dormiglione serve solo a segnalare che i media non sono solo una caduta nel baratro, una fogna. Per il resto ci sono ancora i libri, la scuola, i genitori a trasmettere quel sapere che la cultura di massa non può insegnare. Beato allora chi alla tradizionale dieta culturale della lettura (delle argomentazioni complesse e sequenziali) può unire le nuove forme d’intrattenimento popolare, a loro modo non così disprezzabili, non così prive di ricompense cognitive.
Articolo preso dal Corriere della Sera. Scritto da Aldo Grasso
November 28th, 2006 at 11:27 pm
Comunicato stampa STpress.
Vi informiamo che da giovedi’ 23 novembre per ogni giovedi su play tv 869 Sky alle ore 21.00 è partito il nuovo programma prodotto dal piu’ giovane produttore milanese Stefano Timolina “TNT SHOW”.
Stefano timolina ormai nome già noto per essere uno degli imprenditori piu’ giovani in italia,gestendo l’azienda di telecomunicazione a Cologno Monzese denominata Gruppo ST srl,non si ferma nella cavalcata delle conquiste televisive infatti l’azienda a breve sarà anche proprietaria di una propria emittente televisiva.
Con questo programma Timolina dimostra alle grandi emittenti che se viene data l’opportunità ai giovani di poter dimostrare la loro capacità,si possa creare dei prodotti televisivi di qualità senza spese “milionarie”…….
Infatti nomi illustri del panorama televisivo ,rappresentanti delle emittenti generaliste,hanno aderito al suo invito in trasmissione ed ormai per Timolina è diventato un cavallo di battaglia!!!
Far sapere che un giovane imprenditore nonostante le difficoltà italiane e gli ostacoli “creati” da parte di grandi rappresentanti televisivi….
e senza le “raccomandazioni” possa arrivarci ugualmente …….
Tale messaggio,in un momento molto preoccupante per l’italia ,possa essere ascoltato in modo da poter dare uno stimolo a molti giovani.
TNT Show, un programma esplosivo !
prodotto dalla ST Production.
Sui divani si alterneranno molti (malcapitati) ospiti VIP capitanati da Walter Pizzulli.
Nell’oscuro panorama televisivo ci voleva il satellite per offrirci qualcosa di innovativo. Osare non è una qualità delle reti generaliste terrestri e pochi sono i programmi che riescono a parlare di attualità senza annoiare. Ma nell’appiattimento che regna sovrano una luce sembra brillare nei palinsesti di SKY 869 a partire da givedi 23 novembre alle ore 21.00,
Metti un DJ come presentatore, un pubblico di giovani curiosi, uno spazio dedicato ai giornalisti di spicco del panorama editoriale e un sacco di ospiti VIP. Fatto? Bene, adesso tieni tutti all’oscuro dell’argomento da affrontare nella puntata ed ecco nascere una trasmissione esplosiva, anzi TNT un programma esplosivo.
Evocando la dinamite, la ST Production (casa di prod.televisiva di proprietà del Gruppo ST srl), ha messo in piedi un programma divertente, scoppietante, mai noioso grazie alla conduzione di Walter Pizzulli (DJ di Discoradio) e alla tempistica incalzante tipica delle radio.
Un’ora di imprevisti, giochi improvvisi, “la gabbia” - luogo nel quale al malcapitato ospite vengono poste le domande più inaspettate - ma soprattutto un programma senza censure, perchè «la libertà di pensiero/parola non potranno mai averle» ci dice Stefano Timolina. « Senza una vera e propria scaletta - prosegue Timolina - tutti saranno più spontanei e risponderanno alle domande del pubblico e dei giornalisti in maniera più diretta. E noi non potremo che mandare queste risposte in onda, senza censure appunto ».
April 9th, 2007 at 1:37 pm
Good site!!!